
Edificio
La storia della ex-Cappella, il recupero architettonico e il progetto culturale di Spazio LuCE.
Il contesto: la Clinica Santa Maria
La Clinica Santa Maria fu un istituto sanitario privato attivo a Seregno dagli anni Cinquanta del Novecento fino al 1969. Situata nell’area compresa tra via Settembrini, via Circonvallazione e via Boccaccio, rappresentò un’esperienza significativa nella storia delle istituzioni sanitarie cittadine. Nei momenti di maggiore sviluppo la struttura raggiunse una disponibilità di circa cento posti letto. Fu diretta prima dal dottor Carlo Bernasconi e successivamente dal dottor Ernesto Benedetti, con il supporto di medici addetti, consulenti esterni e delle Suore domenicane, impegnate nell’assistenza ai pazienti e nella sorveglianza della struttura.
La clinica affiancava l’attività dell’ospedale Trabattoni-Ronzoni e contribuiva alla gestione sanitaria del territorio. Con la cessazione dell’attività sanitaria, avvenuta tra la fine degli anni Sessanta e i primi anni Settanta, il complesso entrò progressivamente in una fase di dismissione. La documentazione conservata dimostra tuttavia come l’immobile continuò a essere oggetto di valutazioni progettuali e tentativi di rifunzionalizzazione almeno fino agli anni Ottanta e Novanta.
Materiale condiviso da Carlo Silva
Fotografie della Clinica prima della demolizione


La ex-Cappella della Clinica Santa Maria
La ex-Cappella della Clinica Santa Maria si trova a Seregno, in via Boccaccio, all’interno dell’area un tempo occupata dall’omonimo complesso sanitario. L’edificio rappresenta oggi l’unica testimonianza architettonica conservata del complesso.
Il suo recupero e la sua rifunzionalizzazione costituiscono il cuore del progetto Spazio LuCE: un intervento che mira a restituire alla città un luogo carico di memoria, trasformandolo in uno spazio culturale accessibile, polifunzionale e aperto alla comunità.

Da edificio rurale a spazio religioso
Le ricerche storiche indicano che l’edificio oggi oggetto di recupero era già esistente nel 1948, quando risultava identificato nelle mappe catastali come “edificio rurale”. La trasformazione in cappella avvenne successivamente, nell’ambito degli interventi legati alla Clinica Santa Maria. La pratica edilizia n. 129 del 1949, conservata presso l’Archivio del Comune di Seregno, documenta una prima fase di trasformazione dell’edificio. Dall’analisi degli elaborati storici emerge che l’edificio originario era costituito da un solo piano fuori terra e risultava arretrato rispetto a via Boccaccio, con un cortile antistante.
Il progetto del 1949 prevedeva l’elevazione di un piano superiore, destinato ad alloggio per le suore, la realizzazione di un porticato sul lato est e la costruzione di un’abside sul lato nord. In questa fase l’edificio rurale venne quindi riconvertito in cappella a servizio della Clinica, ma aperta anche ai fedeli del quartiere.


Le trasformazioni dell’edificio
Una seconda fase di ampliamento, probabilmente riconducibile alla pratica edilizia n. 50 del 1954, interessò l’avanzamento dell’edificio verso via Boccaccio. L’intervento comportò la costruzione di un avancorpo a due falde sull’originario cortile antistante, portando la facciata fino al filo strada. L’edificio da via Boccaccio assunse così una composizione tripartita, con un corpo centrale e due elementi laterali che richiamano l’impianto di navate laterali. Sul lato est il porticato venne tamponato e trasformato in un ambiente laterale, mentre sul lato ovest venne delimitata una terrazza, al di sotto della quale si trovano alcuni ambienti attualmente non comunicanti con la navata centrale.
Nel tempo, all’interno delle tamponature delle arcate del portico furono ricavate porte e finestre, ampliando lo spazio interno sia verso sud sia verso est.
Un elemento di particolare interesse è il portale principale su via Boccaccio: dagli elaborati storici risulta che il disegno del portale corrisponde a quello ancora oggi visibile, suggerendo la sua conservazione e ricollocazione sulla facciata successiva all’ampliamento.
Un luogo che è sopravvisuto
Quando nel 2021 il Comune di Seregno ha acquisito l’area dell’ex-Clinica Santa Maria, l’intero complesso versava in condizioni di grave degrado dopo oltre cinquant’anni di abbandono. La demolizione degli edifici principali era necessaria per consentire la realizzazione del nuovo Polo dell’Innovazione — un centro formativo e tecnologico progettato in collaborazione con Arexpo. La Cappella, tuttavia, è stata esclusa dalla demolizione. Una scelta che non era scontata: l’edificio non aveva vincoli di tutela formali, e il suo stato di conservazione era compromesso.
La decisione di conservarla è nata dal riconoscimento del suo valore simbolico per il quartiere San Rocco e per la città — un valore che non è architettonico nel senso monumentale del termine, ma memoriale: molti seregnesi vi sono state e vi hanno fatto esperienza.






